ECCO I METROS, REALTÀ DEL BASEBALL AMATORIALE VENEZIANO
1 OTT , 2018

 

Domenica 23 Settembre 2018 sono stato invitato al “Metros Field” di San Donà di Piave per conoscere la ASD Venezia Metros Baseball Club, realtà sportiva amatoriale della Città Metropolitana di Venezia, attualmente affiliata UISP e non partecipante ad alcun campionato.
Il progetto Metros è nato da un gruppo di giocatori che ha iniziato a praticare il Baseball negli anni ’80, quindi dei veri pionieri che hanno assistito a quello che è successo negli ultimi 30 – 40 anni in Italia.
I Metros sono un gruppo coeso e compatto che condivide una visione: la condizione principale per avere una società sportiva di Baseball solida e duratura è allargare la base dei praticanti e diffondere il Baseball facendolo conoscere a persone di tutte le età.
“Il Baseball in Italia, per numero di praticanti, si colloca tra il 20esimo e il 30esimo posto calcolando tesserati federali, amatori e iscritti a varie squadre non inserite in alcun ente di promozione sportiva: un dato del tutto simile a quello degli anni ’80 e che dimostra che il nostro sport è rimasto fermo mentre tutti gli altri, bene o male, si sono evoluti” afferma il presidente Alessandro Calzati, che aggiunge: “io credo che questa immobilità dipenda da diversi fattori: il Baseball rispetto ad altri sport è più difficilmente praticabile, sia per il tipo di campo da gioco che serve, sia per la quantità di attrezzature, non sempre facilmente reperibili, sia per le regole del gioco, tante e non sempre facili da capire. Mancanza di visibilità, assenza dai principali canali di comunicazione, mancanza di testimonial non fanno che aggravare la situazione in cui versa la disciplina del Baseball in Italia”.
I Metros di Venezia stanno lavorando proprio con l’obiettivo di rendere questo gioco più accessibile:
1-non ponendosi limiti di età;
2- non essendo interessati a costruire – per ora – una squadra da schierare in qualche campionato;
3- mettendo al centro l’insegnamento delle tecniche, delle regole e della cultura sportiva del Baseball.
E’ proprio per questo motivo che preferiscono parlare di “scuola” piuttosto che di “squadra”. In questa “scuola” ci trovi mazze, guantoni, palle, caschetti, ma anche film, fumetti, musica e tutto quanto appartiene al grande mondo del Baseball.
Condivido il pensiero di Alessandro Calzati che dice: imparare giocando senza nulla in palio, nemmeno la vittoria o la sconfitta. Amatoriale significa amare lo sport, praticare lo sport per pura passione. Seguendo i canoni tradizionali e ufficiali, quello che abbiamo fatto ieri (Domenica 23 Settembre 2018) sarebbe stato impossibile. Nessuna delle persone presenti ieri, a parte forse i bambini, avrebbe suscitato l’interesse delle squadre di Baseball italiane. Impossibile anche giocare su un semplice pratone quale è il Metros Field. La differenza tra i Caraibi, gli USA e l’Italia è che nei paesi caraibici e negli USA si gioca a Baseball per la strada, nei cortili, nei campetti, nelle palestre, nei prati… in Italia pretendiamo o fingiamo di avere dei diamanti perfetti ma fuori da quegli impianti sportivi il Baseball non esiste: non lo vedi nei giardini pubblici, non lo vedi nelle scuole, non lo vedi nei cortili. Sposo anche l’idea che il loro campo non sia “chiuso” ma sia percepito proprio come un sistema aperto, accessibile. Chi si avvicina coglie una certa spontaneità, si ferma, guarda, inevitabilmente poi chiede informazioni. Lasciando disponibile un campetto, dei bambini si sono messi a giocare senza che nessuno dicesse loro come-cosa-quando.
Il calo di interesse che ha registrato il Baseball in Italia è un dato di fatto. Cosa serve per riportare interesse? Squadre più competitive, maggiore prestigio in campo internazionale, ma anche una maggiore accessibilità a livello base, a costo di giocarlo a ranghi ridotti e con regole semplificate.
Lo sport amatoriale deve dunque avere altre finalità, rispetto all’agonistico. L’ideale sarebbe fare decine di Baseball Days come quello di domenica. Tutti i Metros Venezia sono stati molto contenti della mia partecipazione, soprattutto perchè le premesse erano che io non volevo giocare, poi però ci ho preso gusto e ho anche fatto delle belle giocate! Sono stato piacevolmente violentato.
Se ci saranno i presupposti, allora i Metros Venezia formeranno anche delle squadre agonistiche. Ammirevoli le mamme dei ragazzi che hanno improvvisato anche una ristorazione casereccia ma di grande qualità. Cito con entusiasmo i partecipanti: Andrea Dus, Marco Novello, Federico Prosdocimi, Stefano Davanzo, Marina Cossettini, Giorgia Moscon, Mike Bateman, Christian Busato, Wil Aguilar, Antonio Ruzzene e Davide e Timothy da Vicenza. Let’s Go Metros !