Il Baseball è uno sport entrato ormai nel costume non solo del Paese in cui è nato (gli Stati Uniti) ma anche nel costume di tutti quei Paesi che lo hanno conosciuto, giocato ed infine riscoperto come importante elemento di maturazione sociale.
Non è soltanto un gioco: è una disciplina, è un modo di pensare, una forma di educazione, un sistema di ragionare, è un gioco di forza e muscoli ma soprattutto di cervello, di azione, di ragionamento, di equilibrio e di controllo.

Se nel nostro gioco non esistessero i principi di profondo contenuto sociale non si spiegherebbe come mai esso sia divenuto parte viva della struttura organizzata di paesi progrediti e moderni, pur aventi ideologie diverse, come Stati Uniti, Giappone, Cuba ed ora anche la Russia.

Il fatto è che questo gioco, senza dubbio, è il più completo esercizio “fisico-educativo” che si possa raccomandare ai ragazzi di qualsiasi età; è scuola di lealtà, perché non ammette né finte né inganni.

È stimolo per la personalità dell’individuo, perché il giocatore viene posto da solo di fronte a nove avversari pronti ad eliminarlo.

È palestra di maturazione sociale, perché insegna al giovane come deve comportarsi per inserirsi, senza alterare la propria personalità, nella collettività, lavorando per essa al massimo livello di responsabilità.

I ragazzi e le ragazze impareranno così a partecipare, con senso di responsabilità, all’azione collettiva della squadra ben sapendo che, quando si presenterà alla “battuta”, saranno soli davanti alla squadra avversaria schierata in campo decisa a realizzare una cosa soltanto: la loro eliminazione.

ll Baseball è una grande palestra di preparazione alla vita, perché dalla vita rispecchia i due aspetti più crudeli ed importanti: la solitudine dell’uomo che lotta per affermarsi e la sua capacità di inserirsi, utilmente, nella società.